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ELENCO COMUNI AREA LEADER | IL PAESAGGIO | LE ATTIVITA' PRODUTTIVE

LE RISORSE DEL TERRITORIO LEADER | PRODOTTI TIPICI


ALTARE - BARDINETO - BORMIDA - CAIRO M.TTE - CALIZZANO - CARCARE - CENGIO - COSSERIA - DEGO - GIUSVALLA - MALLARE - MASSIMINO - MILLESIMO - MIOGLIA - MURIALDO - OSIGLIA - PALLARE - PIANA CRIXIA - PLODIO - PONTINVREA - QUILIANO - ROCCAVIGNALE - SASSELLO - STELLA - URBE

E' possibile scegliere un Comune anche direttamente dalla Mappa:

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Il territorio Leader, per la sua particolare posizione geografica, compresa tra la fascia costiera savonese e il basso Piemonte, ha rivestito sin dal passato un'importante funzione strategica di collegamento, ancora oggi testimoniata dai sentieri e dagli itinerari, tuttora percorribili, che dalla costa raggiungevano l'entroterra per consentire lo sfruttamento dei boschi ricchi di legname da opera, utilizzato per le costruzioni e per i cantieri navali.

L'area interessata comprende l'intera Comunità Montana dell'Alta Valbormida e la Comunità Montana del Giovo, con la sola esclusione dei comuni costieri. Questa scelta deriva dalla sostanziale omogeneità, sotto il profilo territoriale e socio-economico, delle aree che vi fanno riferimento.

Il paesaggio è caratterizzato da un notevole patrimonio boschivo e da un importante sistema idrografico. Il primo si estende oltre il 65 % del territorio complessivo e presenta una grande varietà di specie arboree: faggi, castagni, querce, aceri, frassini, noccioli, ciliegi selvatici, che grazie ai diversi toni cromatici assunti dal fogliame al variare delle stagioni, assume anche un rilevante valore artistico.

Tutta l'area montana fa riferimento alla dorsale appenninica percorsa dall'Alta Via dei Monti Liguri che rappresenta, da diversi punti di vista, l'elemento centrale di riunificazione delle principali caratteristiche fisico-ambientali del territorio.

Il patrimonio storico insediativo comprende circa 30 Centri Storici maggiori, per la maggior parte di fondazione medievale o anche di impianto romano come nel caso del Centro Storico di Cairo Montenotte. Mediamente ogni comune possiede tre o quattro nuclei storici minori per un totale di circa 70 insediamenti rurali che conservano ancora le tradizioni edilizie e costruttive tipiche dei borghi rurali.


A questo patrimonio di forme urbane di notevole valore paesistico si integra una costellazione di architetture antiche di grande interesse culturale e artistico raggruppate nelle tre principali tipologie dell'edilizia civile specialistica (ferriere, fornaci, segherie, mulini, ecc.) con circa 120 emergenze maggiori; di quella religiosa (chiese, cappelle, conventi, oratori, ecc.) con circa 200 emergenze censite; infine di quella militare con circa 40 castelli di fondazione medievale e altrettanti forti, ridotte e caserme di impianto ottocentesco, localizzati, questi ultimi, lungo la direttrice principale dello spartiacque tirrenico con massime concentrazioni nei pressi dei valichi del Giovo, di Cadibona e del Melogno.


Il clima si può considerare a metà strada tra quello marittimo e quello padano, l'influenza marittima è decisamente attenuata dalle barriere montuose del Colle di Cadibona, dove è tradizionalmente ubicato il limite tra Alpi ed Appennini. Le temperature più rigide si registrano nell'area compresa tra Calizzano e Bardineto, dove si verificano intensi fenomeni nevosi, anche in autunno od inizio primavera.
L'ambiente naturale e le risorse del territorio hanno favorito, in questi ultimi anni, un notevole rilancio del turismo, sia come piacevole integrazione alle vacanze sulla costa, sia come turismo residenziale.

 

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Il tipo di orografia ha caratterizzato l'uso della superficie del territorio, permettendo l'attività agricola solo nella parte bassa della vallata e destinando la fascia collinare intermedia a pascoli e a coltivazioni di castagno da frutto. Per quanto riguarda l'attività produttiva, la vicinanza con l’Alta Langa Piemontese ha condizionato le scelte, orientandole prevalentemente verso la zootecnia da latte e da carne, di conseguenza molti ettari di territorio sono coltivati a foraggio e a seminativi in rotazione. Si segnala inoltre la particolare attenzione rivolta all'allevamento ovi-caprino che può contare su un centro di assistenza tecnica specializzato a Cairo Montenotte.

La grande risorsa dell'agricoltura locale di tipo più montano è rappresentata dai funghi e dai tartufi, questi ultimi sono presenti in diverse varietà, sia bianchi che neri, i primi sono cercati con successo nelle tartufaie di Plodio, Cosseria, Millesimo, Cengio, Carcare e Cairo Montenotte, quelli neri, invece, si trovano soprattutto nel territorio di Dego e Piana Crixia. Inoltre la realtà climatica favorisce la coltivazione di piccoli frutti. E proprio attraverso la valorizzazione e lo sviluppo di queste colture, l'agricoltura tende a qualificarsi come agricoltura di qualità e di nicchia, non quindi al servizio del grande mercato, bensì per un target specifico e ristretto

L'attività industriale si è insediata con alti valori di densità soprattutto nel fondovalle.
Esercitando un forte richiamo sulla popolazione ha causato lo spopolamento e l'abbandono di molte aree agricole interessanti, penalizzandone conseguentemente lo sviluppo. L'alta concentrazione di poli industriali e gli elevati livelli di inquinamento sono responsabili del notevole peggioramento dell'immagine del comprensorio, non solo in termini di tutela e conservazione ambientale, ma anche per la profonda crisi che ha colpito il settore da oltre un decennio, a causa di una perdita di competitività, produzione e conseguentemente di occupazione.


L’artigianato è presente con le caratteristiche della piccola industria, configurandosi come attività produttiva, tra i settori più diffusi l’artigianato del legno, con le sue varie specializzazioni e l’artigianato del vetro, quest'ultimo molto attivo ad Altare, dove accanto alla grande produzione si annoverano i piccoli laboratori artigianali, nei quali i maestri vetrai creano con straordinaria abilità oggetti di squisite fatture, seguono l’artigianato dell’alluminio e del ferro.

VARIABILI

AREA LEADER

Superficie

823,31 kmq

Popolazione

54.702

Tasso di disoccupazione

4,4%

Reddito pro capite

20,5 milioni

Occupati settore commerciale

3.042

Occupati settore industriale

8.800

Occupati in altre attività

4.476

Occupati in totale

16.339

Tasso medio di natalità

5,15

Tasso medio di mortalità

16,00

Densità popolazione ab/kmq

66,44

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In questa zona, oltre ad un notevole patrimonio storico, culturale e architettonico, sono presenti numerose aree di interesse naturalistico, dalle Aree Protette regionali di Piana Crixia e del Bric Tana, presso Millesimo, alla riserva dell'Adelasia, all'oasi avifaunistica di Rocchetta, al monte Camulera (Murialdo), alla faggeta del Melogno (Calizzano), al Parco Regionale del Monte Beigua, aree wilderness. Non si possono poi dimenticare il Lago di Osiglia, un bacino artificiale di 13 milioni di metri cubi, nel quale si praticano sports acquatici e si svolgono gare ed appuntamenti sportivi, e i numerosi percorsi attrezzati, percorribili a piedi, in mountain bike o a cavallo.


Un altro importante elemento di richiamo è la gastronomia, frutto dell'incontro tra la cucina piemontese e quella ligure, caratterizzata da una varietà di piatti dai sapori autentici e unici.
Ma il comprensorio riserva delle sorprese non solo per chi ama la natura, gli sports all'aria aperta o la buona tavola: la storia, i borghi antichi, le tradizioni, la cultura ne fanno una meta ideale per chi è alla ricerca di un turismo alternativo ed innovativo.

Ogni paese racchiude angoli di notevole suggestione e, attraverso gli edifici, le chiese, gli affreschi, le opere d'arte, racconta il suo passato e conserva la memoria dei personaggi che lo hanno vissuto.
Le origini di questi borghi si perdono nel tempo: furono i romani a lasciare le prime testimonianze architettoniche, passando per collegare il nord Italia a Roma. Con il tascorrere dei secoli altre dominazioni si sono succedute, quella più importante e longeva è sicuramente quella dei marchesi Del Carretto che dominarono tutto il territorio, parte del basso Piemonte e parte del Finalese, facendo erigere numerosi castelli e fortificazioni, alcuni dei quali ancora oggi ben conservati. Il XVIII secolo vede la zona invasa dai Francesi di Napoleone, di quel periodo si rievocano ancora oggi le battaglie e le vicende sanguinose degli scontri.

 

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BARDINETO CALIZZANO OSIGLIA MALLARE ALTARE PALLARE MASSIMINO MURIALDO CARCARE PLODIO MILLESIMO COSSERIA ROCCAVIGNALE CENGIO STELLA URBE PONTINVREA SASSELLO MIOGLIA GIUSVALLA CAIRO MONTENOTTE DEGO PIANA CRIXIA BORMIDA

 

 

Il territorio Leader può vantare, tra le sue innumerevoli risorse, un notevole patrimonio gastronomico, costruito intorno a sapori autentici, ricchi di influenze ed ispirazioni, che si richiamano al vicino Piemonte e alla cultura francese. Si tratta di una cucina povera che affonda le sue radici nella tradizione popolare, in cui la semplicità degli ingredienti e dei metodi di lavorazione sono gli elementi caratterizzanti. Molti di questi sapori si ritrovano ancora oggi nelle feste e sagre che animano i paesi. Ad alcuni di essi vengono dedicati particolari momenti celebrativi, per esempio sono diffusissime le feste in cui protagonista assoluta è la castagna, fra queste si segnala la “Castagna d'oro”, il "Campionato Internazionale dei Caldarrostai" che si tiene a metà ottobre a Calizzano, oppure il fungo, in particolar modo quello porcino che nasce a Calizzano e a Bardineto, dove hanno sede numerosi laboratori artigianali che lo lavorano sia sott'olio che secco; mentre Millesimo, in qualità di città del tartufo e sede dell' Associazione Tartufai e Tartuficoli liguri ospita, l'ultimo fine settimana di settembre, la "Festa Nazionale del Tartufo".

I Formaggi

Per quanto riguarda i prodotti lattiero caseari bisogna dire che il formaggio è sempre stato un elemento base dell'alimentazione popolare, sempre presente sulla tavola dei contadini, in quanto l'abbondanza di latte che non veniva consumato fresco, se non in minima parte, spingeva alla produzione del formaggio. Questo era l'unico metodo per utilizzare un prodotto che non poteva andare sprecato e che, anzi, rappresentava un importante riserva alimentare da consumare nella lunga stagione invernale, quando la neve rendeva particolarmente difficili le comunicazioni con l'esterno. Di lunga tradizione e ancora oggi diffuse ed apprezzate sono le formaggette di latte ovino e caprino; rinomate sono quelle di Stella dal sapore fragrante, poco salato, non piccante, con aroma caratteristico debolmente acido. Particolarmente ricercata è ancora la ricotta denominata "zuncata", la cui produzione ha antiche origini legate soprattutto alle festività pasquali; tutt'oggi viene prodotta solo alcuni mesi all'anno: a partire da Pasqua sino a fine maggio - inizio giugno. La particolarità di questo formaggio riguarda il metodo di lavorazione che prevede l'uso della cosiddetta "zuncaroia", ossia una grata formata da canne di paglia unite tra di loro, sulla quale viene fatta riposare la ricotta per un paio di ore. Essendo un formaggio dal sapore fine e delicato, si presta ad essere consumato in diversi modi: al naturale o condito con olio, oppure, come dessert, accompagnato da zucchero, caffè o cacao. Altro prodotto tipico è la "robiola", formaggio fresco di latte ovino prodotto principalmente nella zona di Osiglia, ma diffuso in tutta la Valle Bormida.

I Salumi e gli Insaccati

Passando al settore dei salumi ed insaccati si può dire che il loro consumo in passato sia stato legato soprattutto a ricorrenze religiose o festività, e tuttora si è mantenuta la tradizione di consumare alcuni di questi prodotti in tali occasioni; per fare un esempio il giorno dei morti si consuma la minestra di ceci insaporita con le cotiche del maiale. Un altro piatto molto antico risalente a più di 100 anni fa è la testa in cassetta con brodo, chiamata "zreia o zeraia", si tratta di un brodo molto consistente fatto con la testa e lo zampino del maiale, che viene servito insieme alla carne tagliata a fette. Bisogna poi citare le frattaglie, dette "frizze o grive", fatte con il fegato di maiale e la salsiccia e insaporite con le bacche di ginepro, in passato spesso utilizzate al posto del pepe. Le frattaglie possono essere cucinate in vario modo: scaldate a bagno maria, oppure cotte sulla piastra o ancora fritte. Nella zona del Sassello si produce inoltre il "paté di lardo", derivante dalla lavorazione del lardo di suino, salato e aromatizzato con erbe locali e  adatto ad essere consumato spalmato su fette di pane appena scaldato. Ancora in questa zona si produce il salame cotto e crudo, lavorato artigianalmente secondo una ricetta tradizionale legata a questo territorio, e insaccato in budello naturale. Infine si devono menzionare i salumi di cinghiale ed i sanguinacci, questi ultimi, chiamati "beroditt", sono preparati con il sangue di maiale, il latte di mucca, i porri e le cervella, consumati soprattutto durante la stagione invernale.

I Prodotti da Forno

Per quanto riguarda i prodotti da forno si segnala primo fra tutti il pane. In passato era un elemento centrale per l'alimentazione dei poveri, veniva prodotto con ogni tipo di granaglie dal frumento, all'orzo, all'avena, al sorgo. Ancora oggi molto diffuso e particolarmente saporito è quello di porri, di patate, oppure casereccio.  Quest'ultimo si caratterizza per la fragranza e per la digeribilità; molto simile è poi la grissa, uguale nel tipo di lavorazione, ma diversa per il taglio trasversale rispetto a quello casereccio e per la pezzatura che è maggiore e quindi ancora più morbido. Tipico della valle è poi il "fazzino": una sorta di panino ovale dalla consistenza morbida, la cui lavorazione è molto simile a quella del pane di patate, la differenza consiste nella quantità di patate impiegate che nel fazzino è maggiore per rendere l'impasto ancora più morbido. La lavorazione è tutta manuale e la lievitazione naturale, la cottura avviene nel forno a legna. Il gusto particolare del fazzino è dovuto alla cipolla che viene utilizzata nella fase dell'impasto dopo essere stata tagliata a spicchi ed ammorbidita in acqua e sale. Il fazzino viene prodotto in tutti i comuni valbormidesi ed assume in ognuno di essi caratteristiche differenti, non per quanto riguarda l'impasto che è uguale, ma per il tipo di condimento usato. Nel Comune di Bormida per esempio viene insaporito solo con la cipolla, a Pallare si utilizza cipolla ed uovo, a Calizzano, invece, non si usa nessun condimento. Non vengono organizzati eventi particolari per celebrare il fazzino, spesso, però, si trova in occasione di feste e sagre paesane.
Tipico della zona del Sassello è ancora il "tirotto", prodotto a base di farina di grano e patate dalla forma "tirata" e leggermente arrotolata che può essere condito o no. Infine, particolarmente gustosi, ma semplici nella lavorazione, sono i cosiddetti "lisoni", cioè focaccine di patate condite con prezzemolo tritato, olio e parmigiano. Sono conosciuti in tutta la valle, ma in modo particolare sono tipici di Riofreddo, frazione di Murialdo, dove ogni anno il 16 di Agosto, in occasione della festa di S.Rocco, si svolge la Sagra dei lisoni.

I Dolci

Per quanto riguarda i prodotti da forno dolci sono stati individuati prodotti che ancora oggi, come in passato, vengono consumati solo in determinate occasioni, per lo più ricorrenze religiose; alcuni di questi sono diffusi in tuta la valle, altri, invece, sono tipici solo di alcuni luoghi. Caratteristici del periodo pasquale sono i "canestrelli" e le "frittelle di S.Giuseppe". I primi sono ciambelle dalla consistenza morbida e friabile, preparate con farina, poco zucchero, poco burro, bicarbonato di ammonio e latte; le frittelle, molto diffuse in tutti i paesi valbormidesi, si ritrovano anche molto spesso nelle feste e nelle sagre e vengono prodotte solo più artigianalmente a livello casalingo.  Altri dolci tradizionali sono il "pan dei morti" e le "ossa dei morti", che già nel nome rivelano il loro legame alla ricorrenza religiosa. Entrambi sono tipici di Calizzano ed hanno le caratteristiche visive di un biscotto, il primo, dalla composizione più ricca, viene preparato con biscotti secchi ridotti in polvere, farina, zucchero, vino bianco, frutta secca (fichi, mandorle, nocciole), cannella, cacao, lievito ed albume. Gli ingredienti vengono lavorati manualmente sino ad ottenere un impasto abbastanza sodo che viene diviso in piccoli pezzi sui quali viene fatto il segno della croce; le ossa dei morti, invece, hanno una composizione più semplice fatta di farina, zucchero, bicarbonato di ammonio e nocciole intere. Sempre caratteristici di Calizzano sono ancora la "torta strozzagatti", una semplice torta fatta con farina, zucchero, burro, uova, latte, scorza di limone grattugiata, lievito, ed i "gobeletti", biscotti di pasta frolla farciti con marmellata di albicocche e preparati con farina, zucchero, uova, scorza di limone grattugiata e lievito. Entrambi i prodotti vengono lavorati manualmente e con l'utilizzo di  semplici utensili casalinghi come la spianatoia in legno ed il mattarello; per i biscotti vengono utilizzate formine in metallo realizzate artigianalmente, risalenti a più di 50 anni fa.
Sempre di antica tradizione ed esclusivi di Millesimo, da cui prendono anche il nome, sono i rinomati "millesini", cioccolatini al rhum con un ripieno di meringa, ricoperti di cioccolato nero oppure bianco. A Mallare sono invece famosi i "torcetti", prodotti solo in occasione di feste o eventi speciali. Visivamente appaiono come piccole ciambelle soffici e morbide, si compongono di farina, zucchero, burro, rhum, uova, lievito, scorza di limone grattugiata. Tra gli altri prodotti diffusi su tutto il territorio si ricordano ancora la "torta di nocciole e miele" e gli "amaretti di Sassello", biscotti di pasta di mandorle di consistenza morbida e di forma rotonda,che si possono provaresia classici sia con la frutta.

Le Ricette Casalinghe

Passando poi alle ricette casalinghe dobbiamo segnalare le torte salate con le erbe aromatiche,  prodotte in passato soprattutto nel periodo pasquale quando l'abbondanza di uova e di erbe di campo, permetteva di variare la monotonia dei gusti del periodo invernale. Dalla tradizione si è conservata ancora oggi la torta di zucca, quella di riso e porri e con le erbette. Legati invece al periodo autunnale sono i "ravioli con il ripieno di castagne",  diffusi in tutto il territorio.

 

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